ATTUALITA' ALLA LUCE DELLA BIBBIA

Qui vengono analizzati eventi e fenomeni dell'attualità alla luce della Parola di Dio.

La cronaca non è letta come semplice informazione, ma come occasione di discernimento spirituale.

Gli articoli di questa sezione cercano di comprendere il presente senza rincorrere l'emotività o lo schieramento immediato. 



Il pastore Vlad Savchuk ha dedicato un podcast all'argomento.
Il pastore Vlad Savchuk ha dedicato un podcast all'argomento.

LE PROFEZIE SULL'ATTENTATO A TRUMP: CINQUE PRECISAZIONI

Il personaggio di Trump è controverso. Si va da chi lo vuole servo di Dio al 100% a chi lo ritiene un mistificatore totale.

Tuttavia, c'è un fatto che colpisce anche i più scettici. Al di là dell'ideologia politica, che negli Stati Uniti bipartisce nettamente le persone, sono tantissimi i cristiani americani che non hanno potuto fare a meno di ricordare alcune profezie circolate anni addietro, e che sembrano preannunciare proprio l'attentato del 13 luglio in Pennsylvania.

In uno degli ultimi interventi sul suo canale Youtube, il pastore Vlad Savchuk (HungryGen Church) ha ripescato le profezie di Brandon Biggs (autore delle più recenti profezie sull'Italia) e Kim Clement, le più credibili e dettagliate in una selva di profezie "politiche" (fenomeno assai di moda negli Stati Uniti), per poi arrivare a delle conclusioni rispetto a come la Chiesa dovrebbe accogliere tali eventi soprannaturali.

Il pastore statunitense e influencer cristiano Brandon Biggs, noto per le sue profezie sul mondo politico e finanziario americano.
Il pastore statunitense e influencer cristiano Brandon Biggs, noto per le sue profezie sul mondo politico e finanziario americano.

Partiamo da Brandon Biggs, che, quattro mesi fa, ha raccontato un sogno profetico:

"Ho visto venire un'onda rossa dal Michigan all'Oklahoma, persone che innalzavano torce e portavano un nuovo patriottismo alla nazione, come un fuoco che si spargeva su tutta l'America; ho visto salire Trump, e poi ho visto un attentato alla sua vita, un proiettile che volava così vicino alla testa da rompergli il timpano e il tamburo; in quell'attimo lui è caduto sulle sue ginocchia e ha adorato il Signore, ed è radicalmente rinato, da ora diventa realmente infuocato per Gesù. Poi ho visto persone intercedere per lui quando ha vinto la presidenza, il Signore mi ha mostrato che sarebbe andato alla grande in estate, e poi ci sarebbe stata una persecuzione attraverso i giudici e la legge, tutte queste persone che cercavano di denunciarlo, ma poi ci sarebbe stato uno stop e una liberazione; poi ho visto che veniva l'autunno e le elezioni erano vinte grazie a questi patrioti che uscivano e votavano. Poi ci sarebbe stato un grande crollo economico, un crollo peggiore della Grande Depressione, e il Signore mi ha avvertito di questo momento molto buio, poi sarebbero arrivati dei remi, come uno shock per il suolo americano, e ho visto Donald Trump pregare nell'ufficio dello Studio Ovale e piangere davanti al Signore con le mani sulla testa, e c'erano ministri e persone, non so se fossero senatori o membri del Congresso o altro, li ho visti camminare avanti e indietro nella stanza Ovale e stavano pregando tutti insieme, e ho sentito una presenza del Signore così forte … e poi ho potuto vedere che questa oscurità, che era la pesantezza sull'America della crisi finanziaria con tutto ciò che vedevo arrivare, ha iniziato a sollevarsi sopra gli alberi e ho visto l'azzurro, e le cose sarebbero tornate nei tempi verdi e nei tempi buoni, ma il Signore ha detto che sarebbe arrivato un tempo, una stagione di tremore".

Secondo Vlad questa profezia, per quanto possa apparire piuttosto orientata politicamente, presenta dei dettagli molto accurati, come il proiettile che ha sfiorato la testa; dal video che è stato realizzato e che circola in rete, infatti, è possibile constatare che sono stati sparati ben tre proiettili, e di questi uno ha ferito proprio l'orecchio di Trump. Ora, non sappiamo se il timpano sia stato rotto o no, perché i media non lo hanno riportato, ma la zona interessata è quella; non sappiamo se in quel lasso di tempo Trump si sia convertito o no, ma nei discorsi fatti subito dopo ha dato gloria a Dio, e non possiamo escludere che Dio lo userà per un risveglio. Rimane da verificare la parte della rielezione e quella della crisi economica.

Il profeta sudafricano Kim Clement, autore  di canti e di libri cristiani. Ha predetto anche l'attentato dell'11 settembre e l'arrivo dell'uragano Kathrina.
Il profeta sudafricano Kim Clement, autore di canti e di libri cristiani. Ha predetto anche l'attentato dell'11 settembre e l'arrivo dell'uragano Kathrina.

La profezia di Kim Clement, invece, che circolava già al tempo del primo mandato di Trump, risale addirittura al 10 febbraio del 2007, quando non c'era nessuno col nome di Trump che corresse per la Casa Bianca. Come si vede, ci sono degli elementi in comune con la profezia di Brandon, soprattutto il cambiamento di questo presidente da cristiano nominale a "infuocato" per Cristo.

"Trump diventerà una tromba; innalzerò Trump affinché diventi una tromba; ci sarà un presidente che prega, non un religioso, poiché io ingannerò il popolo, ingannerò la gente, dice il Signore: colui che è scelto salirà [si riferisce al fatto che molti giudicano Trump un miscredente per la sua vita passata]; diranno che ha il sangue caldo [e infatti, così successe quando Trump aveva l'account Twitter], perché lo spirito del Signore può farlo, ma porterà le mura di protezione su questo paese in modo più grande e l'economia cambierà. Dio dice [all'America]: metterò al tuo timone per due mandati un presidente che pregherà, ma che all'inizio non sarà un presidente che pregherà; lo costituirò e lo battezzerò con il mio spirito, dice il Signore degli eserciti. C'è un velo che si sta rompendo in questa nazione: è il velo dell'incredulità. Dice il Signore: tutto quello che è nella mia volontà sarà accelerato, e tutto quello che non lo è sarà rallentato".

In questa profezia, Kim afferma anche che, nonostante si cercherà di legargli le mani, questo futuro presidente si libererà come Sansone, rialzerà il Paese, definito come una "valle di sale", e ci sarà un grande raccolto, perché sarà ripristinata la Parola di Dio; saranno rimosse leggi e persone anticriste dall'industria finanziaria e mediatica e sarà stabilita la giustizia.

Vlad commenta tutto questo dicendo che, in effetti, durante il primo mandato abbiamo visto Trump circondato da evangelici in preghiera; non abbiamo la certezza che sia stato battezzato in Spirito, ma è un fatto che abbia cercato di agire sulla piaga degli aborti indiscriminati con un discreto successo, anche se non completo, purtroppo.

In aggiunta, la House of destiny network riporta che, nel 2005, Kim aveva profetizzato l'attentato di Trump, ma che aveva parlato di tre complici, che, però, non sono stati confermati.

Come dobbiamo porci rispetto a queste profezie? Ecco 5 punti fermi da considerare.

1. I profeti possono profetizzare ai governanti.

Anzi, a volte sono proprio chiamati a farlo: si pensi a Giuseppe con il faraone, Elia con Achab, Daniele con Nabucodonosor, Isaia con Ezechia, la profetessa con Giosia, Geremia con il re di Giuda. Non solo; secondo la Parola, i profeti potevano:

  • Ungere i re. Dio aveva il controllo diretto sul governo: Samuele ha unto Davide, un discepolo di Eliseo ha unto Jehu.
  • Rimproverare i re. Nathan ha ripreso Davide, Elia ha ripreso Achab, Giovanni Battista ha ripreso Erode.
  • Pronunciare giudizi contro le nazioni (Giona e Nahum contro Ninive, Malachia contro Edom…).

Quindi, Dio può scegliere di rivelare ai profeti i Suoi segreti.

2. Non disprezzare le profezie.

In 1 Tessalonicesi5:20-21, è scritto: "Non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono"; viene, cioè, bilanciato il non disprezzare con il giudicare, e il consiglio è di ritenere ciò che ha superato il filtro del discernimento.

In Amos 3:7, è scritto che Dio non nasconde ai suoi servi ciò che sta per fare; Abramo seppe in anteprima della volontà di Dio di distruggere Sodoma e Gomorra, e ne approfittò per intercedere.

In 2 Cronache 20:20, Giosafat esorta il popolo a credere nei profeti per riuscire nell'impresa. Non dobbiamo sottostimare il sovrannaturale solo perché qualcuno ha rappresentato Cristo indegnamente.

3. Giudicare le profezie.

In 1 Corinzi 14:29 è scritto: "Anche i profeti parlino in due o tre e gli altri giudichino"; questo significa che la profezia del Nuovo Testamento è considerata fallibile -diversamente, Paolo non si sarebbe permesso di dare questa indicazione. Ciò si spiega con l'umanità del credente, che deve interpretare sogni e immagini evanescenti, e magari può avete una sua idea politica che lo influenza; ecco perché chi profetizza deve camminare in modo integro ed evitare di dire "Dio mi ha detto"!

Il fatto che una profezia sia imprecisa, quindi, non vuol dire che quel profeta sia falso.

4. Pregare assecondando le parole profetiche.

In 1 Timoteo1:18-19, Paolo scrive: "Ti affido questo incarico, Timoteo, figlio mio, in armonia con le profezie che sono state in precedenza fatte a tuo riguardo, perché tu combatta in virtù di esse la buona battaglia, conservando la fede e una buona coscienza; alla quale alcuni hanno rinunciato, e, così, hanno fatto naufragio quanto alla fede".

Alcune profezie sono solo un'indicazione di ciò che Dio vuole fare; nel caso specifico, Dio voleva che a Timoteo venisse affidato un incarico: quello di rimanere a Efeso per accertarsi che fosse osservata la dottrina.

5. Mai elevare la profezia al livello della Parola di Dio.

In 2 Pietro 1:19-21è scritto: "Noi abbiamo anche la parola profetica più certa a cui fate bene a porgere attenzione, come a una lampada che splende in un luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori, sapendo prima questo: che nessuna profezia della Scrittura è soggetta a particolare interpretazione. Nessuna profezia, infatti, è mai proceduta da volontà d'uomo, ma i santi uomini di Dio hanno parlato, perché spinti dallo Spirito Santo".

Nessuna parola umana può sostituirsi alla Parola di Dio: essa non va interpretata o giudicata. Per il resto, usiamo discernimento e vigiliamo. Dio ci benedica!

Link utili:

Profezia di Brandon

Profezia di Kim


La copertina del video Youtube di B. Biggs sulla profezia per l'Italia
La copertina del video Youtube di B. Biggs sulla profezia per l'Italia

PROFEZIE SU NAPOLI E SUD ITALIA: FACCIAMO CHIAREZZA

1. UN RISCHIO PREVEDIBILE

Quando abbiamo pubblicato le slide relative alle profezie su Napoli e sull'Italia, sapevamo di rischiare; perché sì, il polverone che si è alzato ce lo aspettavamo esattamente tal quale. Eppure, non potevamo tacere; e non per indurvi al panico o al catastrofismo, ma perché -diciamolo, una volta per tutte- non è onesto liquidare come "fuffa" tutto ciò che ha a che fare con il profetico. Non è onesto e non è neppure biblico.

A proposito della nostra linea editoriale, ci preme sottolineare che tutto ciò che ha a che fare con la Bibbia e con la cristianità può essere per noi oggetto d'interesse; non ci siamo sottratti dall'occuparci di cronaca nera, né dal rispondere alle domande più imbarazzanti dei nostri lettori. Non abbiamo alcun argomento "tabù", insomma, nel momento in cui lo affrontiamo con la Bibbia alla mano.

Nel caso specifico, non è nostra intenzione spingere per una tesi piuttosto che per un'altra, quanto incoraggiare tutti voi ad approfondire ogni cosa con lo strumento della Parola, rigettando ogni spirito di partigianeria.

E, quindi, veniamo a noi. Esistono delle profezie che ci riguardano, e la sequenza degli avvenimenti, stando a chi li avrebbe ricevuti, sarebbe da collocarsi tra il 2025 e il 2027, dunque in tempi ravvicinati.

Un nome poco conosciuto in Italia a fronte di uno piuttosto noto nella cristianità statunitense: Anilo Viziola, biologo campano residente in Sardegna, e Brandon Biggs, pastore, profeta e autore di libri e programmi cristiani (ne abbiamo parlato in Le profezie sull'attentato a Trump: 5 precisazioni). Due mondi lontani, due profezie quasi sovrapponibili. Ci arrivano notizie, però, che non si tratta delle uniche voci che si elevano sui fatti che stiamo per esporre.

Anilo Viziola
Anilo Viziola
Brandon Biggs
Brandon Biggs

2. LE PROFEZIE DI ANILO E BRANDON

a. CONTENUTO

Anilo

A partire dal 2016 e fino al 2021, Anilo ha pubblicato sulla sua pagina Facebook, in più step, il contenuto di sogni e visioni ricevuti in questi anni; in particolare, però, come ribadito in un video qualche giorno fa, la profezia più eclatante sarebbe stata da lui ricevuta l'8 gennaio del 2021, alle 4:45 del mattino.

Il messaggio del 2016, più generico, riferiva che "Dio colpirà l'Italia con flagelli e castighi, con terremoti e maremoti, con esplosioni vulcaniche, carestie e malattie", a causa della "nostra stessa perversione, dissolutezza e immoralità".

Il 01 febbraio 2021, Anilo annunciava che una distruzione avrebbe colpito l'Italia di lì a cinque anni [2026, quindi]; la causa sarebbe l'empietà generale, anche nell'ambito della cristianità. Questo ci sembra l'estratto più significativo: "Prenderò le ossa dell'Italia e le romperò e farò del suo ventre un calderone, fumeranno i suoi confini e la gente vedrà il fuoco splendere nella notte come ai giorni della mia gloria, le acque si solleveranno e scuoteranno il paese. Dal Sud al Nord affonderanno i piedi nell'acqua e guardandosi l'un l'altro diranno: «Non abbiamo mai visto una cosa simile».

Il 02 febbraio 2021, Anilo pubblicava la seconda parte di questa profezia, dichiarando, tra l'altro, che le acque del Tirreno si sarebbero ritirate, provocando lo stupore delle persone; "e mentre cercheranno di prendere i miei tesori, il mio giudizio verrà e li inonderà (…). La montagna esploderà tutta e si frantumerà alla base; Io scaglierò la mia grandine, le mie fiamme e tutti i messaggeri della mia ira (…). Nel giorno 19 settembre del 2026, al mattino presto, il Tirreno comincerà a ritirarsi e si ritirerà finché il sole sarà alto nel cielo (…); quei pochi che scamperanno avranno gli occhi pieni di lacrime, la gola amara e i polmoni infiammati per le esalazioni che respireranno".

Il 04 febbraio 2021, Anilo annunciava la distruzione totale di Pompei, dovuta ai culti idolatrici praticanti dalle sue genti, ma non specificava l'origine della calamità.

Il 10 febbraio 2021, Anilo scriveva: "La terra ha tremato e il Tirreno si è alzato. Un'onda altissima giunge e divora ogni cosa! Solleva le imbarcazioni e le scaraventa contro gli edifici, un'onda la cui ombra copre i salernitani prima di travolgerli! (…) Ecco, chi scamperà al terremoto, affronterà il mare, chi sfuggirà al mare, morirà per il vulcano e chi sopravvivrà al vulcano sarà perseguitato dalla fame, dalla penuria e dalla desolazione (…). Si riversano in strada, sconvolti! Non appena alzano il capo, ecco, il Vesuvio impazzisce e romba spaventosamente! Ecco, una colonna di fumo e fuoco sale alta nel cielo e si vede da lontano! (…) Nella tua conca si accumuleranno i miasmi del vulcano, i suoi fumi velenosi si verseranno in te (…) Oh Campania, torna a me! Oh Calabria, pentiti! Oh Sicilia, smetti di adorare i morti e le immagini! (…) Ecco, sono tutte sepolte! Lo stretto di Messina diventa una trappola, il mare in esso si gonfia, le coste vibrano!

Nel video pubblicato il 05 ottobre 2024, Anilo dichiara: "Gli eventi profetizzati saranno tre e saranno concatenati tra loro. Il primo sarà un violento terremoto. Il secondo sarà uno tsunami o un maremoto che colpirà tutte le coste del Tirreno, a partire dall'Italia centrale in giù: coinvolgerà metà del Lazio, la Campania, la Calabria, la Sicilia e le isole, per poi tornare indietro verso la Sardegna. Infine, il terzo evento sarà una forte eruzione vulcanica. Secondo ciò che il Signore mi ha rivelato, ci saranno milioni di morti e la situazione sarà quasi apocalittica, senza precedenti nella storia del Mediterraneo".

Tuttavia, va specificato che, in questo video, Anilo menziona la profezia di Brandon Biggs dell'anno precedente; dunque, essendone a conoscenza, inevitabilmente potrebbe averne subito l'influenza. In più, Anilo aggiunge che "due profeti italiani hanno avuto rivelazioni simili, collocando gli eventi tra il 2025 e il 2027. Tuttavia, quasi tutti vengono svegliati di notte dal Signore con sogni e premonizioni che riguardano l'esplosione dei Campi Flegrei, uno tsunami che colpirà le coste del Tirreno o un violento terremoto."

Brandon

Veniamo alla profezia di Brandon Biggs, che abbiamo trascritto quasi per intero. "Stavo pregando e il Signore mi ha mostrato una visione. Mi ha detto: «Devi pregare per l'Italia». Io ho chiesto: «Cosa sta succedendo in Italia, Signore?». E Lui mi ha mostrato ancora quella visione aperta. Mi ha detto: «Sta per verificarsi un'enorme eruzione vulcanica». Ho visto una costa, ma il vulcano si trovava sott'acqua. Il Signore mi ha detto: «Questo accadrà. Ci saranno segni prima di una grande esplosione».

Ho visto questa cosa esplodere in modo gigantesco. Il Signore continuava a farmi pregare sull'oceano, sulle acque. C'era qualcosa riguardo alle acque intorno all'Italia. Credevo che il vulcano si trovasse vicino a Pompei, ma poi ho iniziato a cercare dove si trovano i vulcani sottomarini in Italia.

Quando ho visto questa eruzione vulcanica in mare, ha causato un enorme tsunami. L'esplosione è stata gigantesca, come una bomba nucleare, e ha sollevato un'onda immensa. L'acqua ha inondato tutta l'area, provocando devastazione. Il Signore mi ha mostrato che questo evento causerà centinaia di migliaia di morti.

Ha detto che ci saranno segni prima dell'evento: potrebbero esserci notizie in Italia di tremori o terremoti nella zona. Ha avvertito di non ignorarli, perché è una cosa molto seria (…).

Mentre pregavo, ho avuto una visione dall'alto sull'Italia. L'ho vista molto piccola, e ho notato una spessa coltre di nubi nere sopra il paese, simile a uno smog, che si diffondeva tra le case. Ho visto i tetti delle abitazioni con le luci accese, e sopra di esse, un enorme portale circolare si stava aprendo.

Dal portale uscivano migliaia di angeli, scendendo come soldati in formazione (…). Gli angeli si sparpagliavano velocemente in tutta l'Italia, muovendosi con una velocità incredibile. Indossavano vesti meravigliose e facevano un gesto con la mano, come per chiamare le persone ad andarsene (…). Poi, uno dopo l'altro, hanno iniziato a risalire dentro di esso.

Il Signore mi ha poi mostrato un'altra visione: un canarino giallo in una gabbia dentro una caverna. Ho visto gas invisibili salire dal suolo, e il canarino, che prima cinguettava, improvvisamente è caduto morto nella gabbia. Ho capito che il gas rappresentava un pericolo mortale imminente.

Il Signore mi ha detto di prestare attenzione all'acqua intorno all'Italia e ai movimenti della terra. Mi ha parlato anche di problemi alla rete elettrica negli Stati Uniti, avvertendomi di un possibile blackout causato da un attacco informatico o da un sabotaggio. Ho visto grandi città come New York rimanere al buio per oltre tre settimane.

Il Signore mi ha detto di pregare intensamente per queste cose, perché sono serie. Ha detto che non vuole diffondere paura, ma preparare le persone a quello che verrà. Ha avvertito di essere pronti con generatori e risorse di emergenza (…)".

b. CONFRONTO

c. COMPATIBILITA'.

Come si può vedere, per quanto le due profezie non siano identiche, sono, però, sovrapponibili, in quanto non si contraddicono. Il focus principale è su uno tsunami devastante e avente origine al largo del Tirreno, che Brandon ritiene causato dall'esplosione di un vulcano sottomarino; Anilo dichiara, poi, che prima di questo evento debba esserci un grande terremoto, e, dopo, un'eruzione vulcanica (che, a un certo punto, viene correlata al Vesuvio). Sia l'uno che l'altro spiegano che questi eventi saranno anticipati da segni, come terremoti e mutamenti del mare.

Il dettaglio interessante è che Brandon afferma di essere stato trasportato, in visione, prima su un vulcano della costa, e poi su uno al largo del Tirreno: quindi, in entrambe le profezie figurano due eventi, uno insistente sulla terraferma e uno in mare. Pur non avendo menzionato esplicitamente un'eruzione vulcanica sul continente, inoltre, Brandon fa riferimento a fumi e gas tossici, in grado di uccidere, esattamente come Anilo, che però correla esplicitamente il fenomeno all'eruzione vulcanica.

In entrambi i casi, la distruzione riguarda un'area ben più vasta di Napoli o della Campania; solo Brandon, invece, menziona l'invio di angeli da parte di Dio, allo scopo di salvare quante più persone possibile. Tuttavia, entrambi concordano sulla necessità di pregare e di prepararsi per un lungo periodo di caos e malfunzionamenti.

3. COSA DICE LA SCIENZA E COSA DICE LA BIBBIA

Chiariamo subito che Dio può fare tutto ciò che vuole, e non è vincolato ai limiti della conoscenza ed esperienza umana, bensì alla Sua Parola. Crediamo che la fede sia compatibile con le leggi fisiche e matematiche che Dio stesso ha stabilito, ma sappiamo che Egli può fare prodigi sempre nuovi e diversi.

Infatti, è scritto che "Lui fa cose grandi e incomprensibili, meraviglie senza numero" (Gb 5:9); "Le cose che occhio non vide e orecchio non udì, né mai entrarono nel cuore dell'uomo, sono quelle che Dio ha preparato per coloro che lo amano" (1 Co 2:9). E ancora: "Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie, dice il Signore. Quanto il cielo è più alto della terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri" (Is 55:8-9).

Diversi scienziati e geologi hanno espresso le proprie perplessità per il fatto che i tre eventi paventati dalle profezie -tsunami, provocato presumibilmente, da un'eruzione sottomarina, ad es. del Marsili; eruzione del Vesuvio; terremoto, riferibile, forse, ai movimenti incessanti dei Campi Flegrei- non sarebbero collegabili tra di loro.

Soprattutto in questi istanti, in cui la terra trema sopra la grande caldera del campo vulcanico flegreo, l'opinione pubblica si divide tra coloro che riconoscono i segni premonitori delle profezie -tra cui lo stesso Anilo- e gli scettici, che affermano che i tre vulcani menzionati hanno natura, storia e conformazione totalmente diverse.

Eppure la distruzione di Sodoma e Gomorra (Gn 18-19) non ha, ancora oggi, una definizione scientifica; o, meglio: a quale fenomeno scientifico si può ascrivere la "pioggia di zolfo e fuoco" mandata da Dio dal cielo? A quale la trasformazione della moglie di Lot in una statua di sale? (Gn 19:26).

Per non parlare del diluvio universale (Gn 6-9), delle piaghe d'Egitto (Es 7-12), della terra che inghiottì i figli di Core (Nu 16:31-35), del fuoco sceso dal cielo per smascherare i falsi profeti (1 Re 18:38): prodigi non definibili attraverso il nostro concetto di "scienza", ma possibili a Dio.

4. E' POSSIBILE CHE DIO PERMETTA SCIAGURE PER AVVERTIRE CIRCA IL PECCATO, ANCHE SE SIAMO SOTTO LA GRAZIA?

Assolutamente sì. Lo stesso Gesù, nell'ambito del discorso escatologico di Matteo 24, profetizzò la distruzione totale di Gerusalemme (evento che si verificò realmente nel 70 d.C. ad opera dell'imperatore Tito), come segno degli ultimi tempi precedenti la "grande tribolazione". Va detto che, all'epoca, esisteva una chiesa cristiana a Gerusalemme, come leggiamo da Atti degli apostoli: questo non bastò a evitare il flagello; e sappiamo, grazie all'opera dello storico Giuseppe Flavio (La guerra giudaica, VII, 8), che fu uno degli assedi più terribili della storia, in cui la città venne presa per fame. Dal cap. 8, leggiamo che "la fame divenne così insopportabile che molti, deperiti dalla carestia, si ritrovavano a lottare tra di loro per i pezzi di cibo che riuscivano a trovare, e alcuni addirittura mangiavano i loro stessi figli". Alcuni Padri della Chiesa, come Agostino e Tertulliano, si sbilanciarono ad affermare che l'avvenimento era una punizione divina per il rifiuto del Vangelo da parte dei Giudei, senza crearsi troppi problemi su come sarebbero state interpretate le loro dichiarazioni; tuttavia, stando a Eusebio di Cesarea, i cristiani non furono coinvolti nella devastazione e riuscirono a sfuggire grazie a un avvertimento che li esortava ad abbandonare la città prima che i romani la distruggessero (Historia Ecclesiastica III, 5). Su quest'ultimo aspetto ritorneremo.

Vorrei richiamare alla mente un episodio più recente. Nel 1963 il noto evangelista David Wilkerson, fondatore di Teen Challenge, ebbe una visione di un giudizio divino su New York, che lo ispirò a scrivere il libro "La visione" (The Vision), pubblicato nello stesso anno.

Nel libro, Wilkerson descrive una serie di eventi apocalittici e disastri che avrebbe visto accadere su New York e su altre grandi città degli Stati Uniti, fino a una distruzione, che sarebbe venuta a causa dei peccati e della corruzione della società. Questa visione divenne un tema ricorrente nella predicazione di Wilkerson, che continuò ad avvertire della necessità di un ritorno a Dio per evitare il giudizio.

Nel 1960, Wilkerson e alcuni dei suoi collaboratori avviarono una serie di preparazioni pratiche a New York; si dice che siano state allestite tende per dare riparo alle persone in caso di emergenza, e distribuiti panini e cibo per prepararsi ad una possibile crisi alimentare e sociale.

Come sappiamo, in quegli anni nulla accadde. Purtroppo, nel 2001 si verificò il disastro che tutti conosciamo. Passarono, dunque, quarant'anni, durante i quali tanti hanno accusato Wilkerson di essere un falso profeta. Eppure, è successo.Il punto è che la profezia può risentire dell' umanità del profeta. Dobbiamo capire che solo la Parola di Dio è perfetta. Quindi, il fatto che i tempi possano essere dilazionati, non significa che il profeta abbia parlato falsamente.

Nel mondo, tsunami, terremoti, alluvioni, guerre e carestie sono all'ordine del giorno, e tutti noi sappiamo che questo fa parte delle "doglie di parto"; peccato che, quando ci si avvicini alle nostre zone, mettiamo tutto in discussione. Accettiamo ciò che è lontano e respingiamo ciò che è vicino: ma questo non è previsto dalla Parola di Dio!

5. E' POSSIBILE CHE I CREDENTI SI SALVINO, IN CASO DI DISASTRO?

Certamente. Anzi: è biblico. Nelle storie del diluvio universale, di Sodoma e Gomorra e della cattività babilonese, per esempio, leggiamo che il Signore scampò i Suoi giusti con le loro famiglie, per poi metterli in condizione di ripartire da zero; il Suo intento, infatti, è quello di recuperare: "Chi è un Dio come te, che perdona l'iniquità e che passa oltre la trasgressione del resto della sua eredità? Egli non serba la sua ira in eterno, perché si compiace di usare misericordia" (Mi 7:18).

In tal senso, il dettaglio fornito da Brandon Biggs circa il ruolo cruciale degli intercessori e l'invio di angeli nelle zone colpite per sgomberare le persone ci sembra coerente; secondo il punto di vista di Anilo, invece, sarebbe il caso di andar via preventivamente dall'area interessata, lasciando casa e lavoro. Tuttavia, abbiamo detto che David Wilkerson vide avverarsi la profezia su New York dopo ben quarant'anni; e poi, come vedremo, Dio può anche decidere di non mandare a effetto quanto da Lui stabilito. In ogni caso, crediamo che il proposito di Dio sia salvare i Suoi eletti dalla Sua ira, e crediamo che Egli non si farà fermare da nulla e da nessuno a tale scopo.

Analizzando la Parola, infatti, ci sembra di capire che coloro che hanno fatto di Gesù il loro Signore non possono essere bersaglio della Sua ira, per quanto possano essere oggetto di persecuzione da parte dell'uomo: "Poiché hai osservato la parola della mia perseveranza, anch'io ti terrò lontano dalla prova che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra" (Ap 3:10).

In Romani 5:9, è specificato che: "giustificati nel suo sangue, siamo certamente salvi dall'ira di Dio per mezzo di lui". Non essendo più schiavi del peccato, cioè, il sangue di Gesù ci protegge non solo dalla condanna eterna, ma anche dal giudizio che Dio sta già attuando verso il mondo, attraverso le calamità naturali.

6. E' POSSIBILE CHE DIO CAMBI IDEA?

Sì, e anche in questo caso abbiamo più di una conferma biblica. La più nota si trova nel libro di Giona, in cui vediamo il profeta mandato da Dio a Ninive, per proclamare la distruzione della città a causa della sua malvagità. Tuttavia, quando gli abitanti di Ninive si pentirono, Dio cambiò la Sua decisione: "Quando Dio vide ciò che avevano fatto, cioè che si erano convertiti dalla loro malvagità, si pentì del male che aveva detto che avrebbe fatto loro, e non lo fece" (Gio 3:10).

Questo non significa che Dio non sapesse in anticipo ciò che stava per succedere, ma che Egli vuole farci comprendere che nulla è perduto, se si lascia spazio al ravvedimento.

In base a ciò, possiamo concludere che un vero pentimento allontanerebbe il disastro dall'Italia; non sono accettabili, quindi, le rimostranze di chi afferma che, in caso di mancata realizzazione delle profezie, saremmo in presenza di falsi profeti.

E' vero, infatti, che Deuteronomio 18:21-22 ci insegna a rigettare le profezie che non si avverano, ma è altresì vero che esiste una differenza sostanziale tra le profezie incondizionate, quelle cioè che non sono soggette alla responsabilità umana (es. la venuta del Messia) e quelle condizionate alla risposta dell'uomo (es. la distruzione di Ninive, dipendente dalla decisione di pentirsi o meno).

Non è opportuno, quindi, assumere un atteggiamento di disprezzo o derisione nei confronti della profezia in generale, perché, come vedremo a breve, non è ciò che Dio vuole.

7. CHI E' IL FALSO PROFETA?

Sicuramente non è colui del quale non si avvera una profezia condizionata, né colui che non piace perché utilizza modi poco ortodossi oppure ha una personalità fuori dall'ordinario.

Qualcuno ci ha fatto notare la "stranezza" delle date relative alla profezia di Anilo, ma anche Giona diede una scadenza di quaranta giorni agli abitanti di Ninive; per non parlare delle settanta settimane del profeta Daniele e dei settant'anni di cattività previsti da Geremia. Di contro, altri hanno contestato Brandon per il fatto che non ha fornito indicazioni temporali sufficientemente precise!!!

E, ancora: alcuni hanno evidenziato che Anilo è un perfetto sconosciuto; altri hanno avuto da ridire che Brandon sia fin troppo colluso col governo statunitense. Tutto questo non ha radice biblica: non abbiamo informazioni precise sull'identità di Agabo, che predisse una carestia (At 11:28) e avvertì Paolo del suo imminente arresto (At 21:10-11); al contrario, Daniele era un giovane nobile della famiglia reale di Giuda, che, durante la deportazione, raggiunse i vertici del governo babilonese (Da 2:48; 5:29).

La Bibbia ci mostra chiaramente che i profeti realmente ispirati erano pochissimi rispetto alla massa di quelli corrotti e idolatri (1 Re 18:16-40; 22:1-28) e che erano costantemente perseguitati, proprio perché andavano contro la massa, denunciando il peccato e predicando il ravvedimento (si pensi a Elia, Geremia, Zaccaria, Isaia, Giovanni Battista...).

In Matteo 24:24, Gesù ci ha avvertito: "Poiché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno gran segni e prodigi, da ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti". Se anche i figli di Dio potrebbero avere problemi nel riconoscere i falsi profeti, vuol dire che essi avranno un aspetto attraente e seducente; ed è proprio questo il pericolo!

I falsi profeti, infatti, "(…) Vi fanno vani sogni, predicano falsità e raccontano visioni del loro cuore, non provenienti dalla bocca del Signore" (Gr 23:16); in altre parole, allettano le persone con messaggi sempre edificanti, ma in contrasto con la Parola di Dio.

L'apostolo Giovanni ci insegna a non credere a ogni spirito, bensì a esaminare gli spiriti "perché molti falsi profeti sono venuti nel mondo" (1 Gv 4:1): infatti, i falsi profeti "(…) vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccolgono forse uva dalle spine o fichi dai rovi? Così ogni albero buono fa frutti buoni, ma l'albero cattivo fa frutti cattivi" (Mt 7:15-17).

I "frutti" sono le azioni e i comportamenti; se le azioni sono giuste, allora la persona è "buona"; se le azioni sono malvagie, la persona è "cattiva". In altre parole, il frutto rappresenta ciò che una persona produce nel corso della sua vita: si può giudicare il suo cuore in base a ciò che fa. In 2 Pietro 2:1-3, si dice che i falsi profeti "(…) introdurranno di nascosto eresie di perdizione e, rinnegando il Padrone che li ha comprati, si attireranno addosso una fulminea distruzione. E molti seguiranno le loro deleterie dottrine, e per causa loro la via della verità sarà diffamata. E nella loro cupidigia vi sfrutteranno con parole bugiarde (…)".

In altre parole, i falsi profeti sono coloro che, per amore di denaro, fama o potere, preparano la strada per l'inferno ai deboli nella fede, con dottrine seducenti, ma contrarie alla Parola di Dio.

8. COME DOBBIAMO, DUNQUE, CONSIDERARE QUESTE PROFEZIE?

In 1 Tessalonicesi 5:20-21, Paolo suggerisce: "Non disprezzate le profezie, ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene". Non siamo autorizzati a sbeffeggiare profeti e profezie solo perché non rispondono ai nostri criteri personali e arbitrari. Naaman disprezzò il fiume Giordano, perché non era nulla di speciale rispetto ai grandi fiumi mesopotamici; eppure Dio aveva decretato che la sua lebbra venisse guarita proprio lì (2 Re 5). Potremmo dire lo stesso della città di Nazaret (Gv 1:46), e persino di Gesù, "il figlio del falegname" (Mt 13:55).

La Bibbia ci invita a esaminare ogni profezia, a verificarne la conformità alla Parola di Dio, a valutare i frutti di chi profetizza, a vedere se si adempie (nel caso della profezia incondizionata) e, soprattutto, a fare tutto con discernimento spirituale. Se la profezia è conforme alla Parola, possiamo accoglierla con fede.

L'atteggiamento più consono che possiamo assumere, quindi, è quello di intensificare la nostra intercessione, ma anche la nostra evangelizzazione; infatti, che noi decidiamo o meno di ricevere le profezie in questione, è biblico che negli ultimi tempi ci sarà un indurimento dei cuori, a fronte di un progressivo riversamento dell'ira di Dio sulla terra. Ci sono ancora troppe anime che sono lontane dal Vangelo, ma anche troppi credenti distratti e non impiegati completamente nel Regno.

Non ci applichiamo alla controversia, ma riscattiamo il tempo per agire; meditiamo su ogni parola di avvertimento, respingiamo le accuse facili e rispondiamo al Suo invito al ravvedimento e alla santità.

Link utili:

Profezia di Anilo

Profezia di Brandon


STRAGE DI ALTAVILLA: 

UN'OCCASIONE PER RIFLETTERE SULLA STREGONERIA

Non è mai facile fare i conti con lo scandalo, ed è per questo motivo che, subito dopo i fatti di Altavilla, la maggior parte delle associazioni cristiane evangeliche italiane ha sentito il bisogno di esternare comunicati di dissenso, disapprovazione e condanna di quanto accaduto: volenti o nolenti, purtroppo, quando viene nominato il nome del Signore -anche se invano- siamo tirati in ballo.

Si è rimarcato il fatto che i protagonisti della vicenda non fossero noti alle comunità evangeliche locali, e che questo gruppo improvvisato di persone fosse paragonabile a una setta, più che a un gruppo familiare di comunione cristiana. Ma è sicuro che possiamo cavarcela così?

Il nostro compito è indagare la realtà alla luce delle Scritture, per poi cercare di dare un nome a quanto accade. Lungi da ogni tabù, quindi, cercheremo una risposta solo e soltanto nella Parola, rifuggendo da qualsiasi giudizio affrettato e scontato.

Dagli audio in possesso degli inquirenti, emerge che le vittime, persino il bimbo più piccolo, fossero realmente convinte di essere preda di demoni e bisognose di liberazione, e, soprattutto, rassegnate ai metodi border-line della coppia collusa, accolta passivamente in casa, seppur con rammarico. Vogliamo chiamare tutto questo, semplicisticamente, "plagio"?

In un video di qualche anno fa, intitolato "Three kinds of witchcraft-you must know!", Vlad Savchuk, pastore della HungryGen Church, ha richiamato l'attenzione dei credenti di tutto il mondo sul fenomeno "stregoneria", definito "un tentativo di controllare le persone con spiriti estranei allo Spirito Santo". Tuttavia, Vlad ha osservato che il fenomeno "stregoneria" non solo è "la religione dell'uomo perduto", come diceva Derek Prince, ma può arrivare addirittura a interessare i credenti. Nulla di assurdo, se pensiamo che la Bibbia ne parla. Ma andiamo con ordine.

Da un attento esame delle Scritture, esistono tre tipi di stregoneria:

1. Opera della carne, che si manifesta in forma di manipolazione, intimidazione e dominazione. "Ora le opere della carne sono manifeste e sono: adulterio, fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, magia, inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette, invidie, omicidi, ubriachezze, ghiottonerie e cose simili a queste, circa le quali vi prevengo, come vi ho già detto prima, che coloro che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio" (Ga 5:19-21).

Alle opere della carne si contrappone il frutto dello Spirito nel credente che cammina con Dio: e Dio non manipola, intimidisce o domina nessuno. Qualsiasi forma di controllo mentale, dunque, ha pericolosamente a che fare con il nemico della nostra anima.

2. Forza demoniaca, che si esprime attraverso maledizione, divinazione e spiritismo.

Per quanto possa sembrare assurdo, vediamo addirittura il popolo di Dio coinvolto in simili pratiche. La moglie di Giobbe cercò di indurlo a maledire Dio (Gb 2:9); Saul, dopo aver ignorato a più riprese la voce di Dio, si rivolse a una medium (1Cr 10:13); in Ezechiele 13:20-23, Dio ammonisce severamente i falsi dottori del popolo che spacciavano la magia per la Sua Parola: "Perciò dice il Signore Dio: Eccomi contro i vostri nastri magici con i quali voi date la caccia alla gente come a uccelli; li strapperò dalle vostre braccia e libererò la gente che voi avete catturato come uccelli. Straccerò i vostri veli e libererò il mio popolo dalle vostre mani e non sarà più una preda in mano vostra; saprete così che io sono il Signore (…). Per questo non avrete più visioni false, né più spaccerete incantesimi: libererò il mio popolo dalle vostre mani e saprete che io sono il Signore».

La divinazione è un'opera di contraffazione dello Spirito Santo operata da Satana; per questo, è odiata e condannata da Dio, in Levitico 19:26-31; 20:6 e Deuteronomio 18:9-14; essa provoca l'ira di Dio e persino la morte delle persone che la praticano. "È come mettersi un serpente in casa; non importa quanto tu sia buono o bravo a controllarlo: la sua natura è malvagia, è programmato per uccidere e distruggere", afferma Vlad, il quale paragona le arti magiche a un "pitone" che soffoca e strappa via la vita.

È importante, quindi, sottolineare che nella categoria "divinazione" possono rientrare profezie non provenienti dallo Spirito Santo, ma da uno spirito avverso e manipolativo, come abbiamo visto in Ezechiele. Tutto questo ci apre la via ad un ulteriore scenario.

3. Spirito di religiosità/falsa dottrina, basato sulle opere della carne, anziché sulla grazia di Cristo.

Secondo Vlad, esiste un pericolo reale per la Chiesa di Cristo: non fidarsi della Sua grazia. Osserviamo il seguente passo tratto da Galati 3:1-3: "O Galati insensati! Chi vi ha ammaliati per non ubbidire alla verità, voi, davanti ai cui occhi Gesù Cristo è stato ritratto crocifisso fra voi? Questo solo desidero sapere da voi: avete ricevuto lo Spirito mediante le opere della legge o attraverso la predicazione della fede? Siete così insensati che, avendo cominciato nello Spirito, vorreste finire nella carne?".

Ogni spirito di religiosità ha un denominatore comune, che è il tentativo di raggiungere Dio con le proprie forze o con pratiche umane: se, quindi, ci si lascia ingannare dal fatto che sia possibile fare a meno del sacrificio di Cristo e soddisfare la giustizia di Dio mediante l'offerta di sé stessi, si è "sotto incantesimo". Si tratta, in definitiva, di una conseguenza del prevalere della carne sullo Spirito.

Quando il credente si isola, allontanandosi dalla Parola di Dio, dalla comunione con la Chiesa e dall'ubbidienza alle autorità preposte da Dio, il nemico inizia a metterlo sotto assedio, e "un abisso ne genera un altro". L'efferatezza della strage, per esempio, si spiega anche con la convinzione, da parte degli aguzzini, che chi è posseduto è a sua volta un demone, una falsa dottrina che serpeggia tra molti credenti.

Ci piacerebbe pensare che esistono schegge impazzite che sfuggono a ogni previsione, ma la Bibbia ci svela un'altra verità: è possibile iniziare per lo Spirito e finire per la carne, lasciarsi manipolare, intimidire e dominare e, senza neanche sapere come, finire soffocati dall'abbraccio mortale del "pitone". Verosimilmente, quella famiglia non era una banda di folli, ma un insieme di fratelli e sorelle come noi, partiti bene e finiti male, perché finiti in mani sbagliate.

Non riteniamo, dunque, di essere esenti, come corpo di Cristo, da qualsiasi responsabilità. Perché un cartello recante la dicitura "Chiesa Evangelica", spuntato dal nulla, dovrebbe pur sempre generare domande, se non allerta, nei credenti circonvicini.

Probabilmente non abbiamo ancora realizzato l'urgenza di essere "sentinelle" del popolo di Dio, di cercare e includere l'altro, anche se non fa parte della nostra rete di contatti, di verificare che la testimonianza della fede sia integra, come facevano gli apostoli quando nasceva una nuova opera nel Mediterraneo. Non abbiamo realizzato che siamo alla fine, e che il nemico le studierà tutte per allontanare il cuore delle persone da Cristo e dalla Chiesa. Non abbiamo realizzato che chiudersi nel proprio orticello a contemplarne i frutti non è più possibile, vista l'espansione della fede su scala sempre più globale.

E allora usciamo fuori dal nostro guscio, e mettiamoci a riparare le brecce. Dio ci benedica!


UNA FEDE CHE COSTA: RIFLESSIONE SULLA MORTE DI CHARLIE KIRK

Non avremmo mai voluto aprire così questa la nuova stagione di Questioni Bibliche.

Intorno alle 12:10 ora locale (circa le 18:10 UTC) del 10 settembre, Charlie Kirk – fondatore e CEO di Turning Point USA – è stato colpito a morte durante una sessione di domande e risposte con gli studenti universitari presso la Utah Valley University (UVU), nell'ambito sua tournée denominata "American Comeback Tour". Un colpo d'arma da fuoco, proveniente da un edificio a circa 180-200 metri di distanza, lo ha colpito al collo, come mostrano diversi video, subito condivisi sui social, con tanto di dettagli – il momento del colpo, il sangue visibile, la reazione di panico da parte della folla. Kirk è stato trasportato in ospedale, ma è deceduto poco dopo. Allo stato attuale, il colpevole resta a piede libero.

Per chi non conoscesse Charlie Kirk
Charlie Kirk, volato via a soli 31 anni, lascia una moglie e due bimbi piccoli. E' stato il volto carismatico dell'organizzazione giovanile conservatrice da lui fondata; con un vasto seguito sui social (7 milioni di follower su Instagram) e grazie al suo podcast, era considerato tra le voci più influenti per i giovani cristiani americani. La sua personalità si è formata nei campus universitari americani, nei quali ha regolarmente promosso, in tutti questi anni, i valori legati al cristianesimo evangelico più radicale, in opposizione alle cosiddette "cancel culture" e "woke culture". Ha fatto discutere per il coraggio di applicare in politica le sue idee, proponendo ardite -quanto realistiche- riflessioni sulle problematiche della società americana, e venendo, per questo, sprezzantemente definito "no vax", "complottista", "suprematista" e "negazionista". Più di ogni altra cosa, ha suscitato polemiche il suo aperto sostegno al governo Trump.

Charlie durante uno dei suoi celebri dibattiti "Prove me wrong".
Charlie durante uno dei suoi celebri dibattiti "Prove me wrong".

Il rischio reale di una fede impattante
Al di là delle opinioni politiche che ciascuno di noi può legittimamente nutrire, vogliamo spingerci a definire la morte di Charlie come un vero e proprio "martirio", in quanto, letteralmente, "testimonianza" di una fede che non si piega al compromesso sociale e che innalza la propria voce contro il peccato. Una fede audace, quanto pericolosa.

Guardiamoci dentro: cosa proviamo al pensiero che noi e la nostra famiglia potremmo pagare un prezzo così alto per il nostro essere cristiani? Vilipendio, emarginazione, violenza: siamo disposti?

Portare la fede sul campo – nei dibattiti culturali, nelle istituzioni, nelle piazze pubbliche – significa esporsi: ebbene, quanto a questo, noi cristiani occidentali abbiamo preferito glissare. La massima vetta che riesce a toccare la nostra vita devozionale sembra essere costituita dall'attivismo ecclesiale o dalla beneficenza. Ci piace piacere, diciamolo pure; facciamo di tutto, pur di rimanere ben accetti ai più. Evitiamo scrupolosamente di polemizzare con chi cerca di introdurre credenze e comportamenti devianti, per rimanere uomini e donne di pace … quando lì fuori non c'è pace! E non ci scandalizziamo più di chi cammina ostinatamente in modo ambiguo, perché siamo fatalisticamente convinti che il tempo sistemerà la santificazione di tutti.

Abbiamo preferito la popolarità all'essere pungoli di questa società. Abbiamo intrapreso la strada del "politicamente corretto" per rimanere sulla cresta dell'onda. Impazzano temi motivazionali, piuttosto che argomenti scottanti. E chi riesce ad arrivare ai salotti importanti o alle autorità, lo fa per conciliare, e non per sfidare.

Nel guardare a noi, oggi, molti cristiani vedono nella fede un ambito sicuro, prevedibile, pacifico. Una fede "tiepida", come ammonisce l'Apocalisse; una testimonianza che non irrita, che non crea tensioni; una pratica di comodo, una fede che "va bene così", inoffensiva, uniforme. Ma questa stessa tiepidezza ci rende indistinguibili dal mondo, annacqua la testimonianza e annebbia la coscienza: noi, cristiani, non facciamo più alcuna differenza. Abbiamo perso il sale che dà sapore alla storia. Kirk era controverso, spesso divisivo, ma la sua morte ci interpella: le nostre parole, le nostre azioni, la nostra esposizione alla verità dell'evangelo (anche quando è scomodo) contano davvero. Devono contare davvero!

Il cristianesimo che sopravvive nella zona di comfort è un cristianesimo sordo, inefficace, che non ferma il respiro di Dio nella storia. Ma il cristianesimo autentico, quello che rischia, che si rivolge alla cultura con forza e verità, può essere bersaglio.

Nel pianto pubblico per Kirk si eleva un invito urgente: a una fede che "profuma" davvero, che scuote, che è sale – capace di entrare nella notte del mondo e testimoniare la luce.


OMICIDIO DI SENAGO: 

IL MOSTRO, I NOSTRI MOSTRI E IL MOSTRO SOCIALE

Quando abbiamo deciso di inaugurare la sezione "Attualità alla luce della Bibbia", sapevamo che avremmo dovuto guardare in faccia la crudeltà, e che il rischio di facili moralismi sarebbe stato sempre alle porte.

Ma chi conosce la Parola non può limitarsi ad abbracciare il sentire comune, perché la Parola è la Roccia su cui si schianta il sapere dell'uomo carnale; è il Cristo vivente che si rivela come unico e giusto Giudice dell'universo.

La decisione di affrontare questo caso è stata più che sofferta; siamo esterrefatti di fronte ai livelli di efferatezza ai quali abbiamo dovuto assistere e speriamo che la giustizia faccia il suo corso

Lungi, però, dall'ergerci a giudici dei protagonisti della vicenda -lasciamo il giudizio a Chi spetta- noi crediamo, piuttosto, che sia doveroso ricercare il punto di vista biblico in ogni cosa; non però, dicevamo, per trarre conclusioni sul fatto in sé, quanto su tutto il contorno che si è venuto a delineare, che impone a noi cristiani una sana riflessione. Ma andiamo con ordine.

1. IL MOSTRO

Iniziamo dall'autore del delitto. Il "mostro con la faccia da bravo ragazzo" ha colpito ancora. Un grande classico senza alcuna apparente spiegazione.

I criminologi hanno riscontrato in lui il profilo del narcisista manipolatore; la povera vittima non aveva alcuno strumento per riconoscere la trappola e venirne fuori. E lui, l'assassino, sta mostrando al mondo una freddezza persistente, la stessa freddezza con cui, indotto alla confessione, ha paventato persino l'idea del suicidio "risolutore". Quest'uomo -ha sottolineato un noto sociologo- non ha alcuna "cassa di risonanza emotiva": come è possibile?

È un mostro? È uno psicopatico? È un malvagio senza speranza?

Molti di noi sono rassegnati all'idea che "siamo negli ultimi tempi, e gli uomini saranno sempre più cattivi".

Eppure, la Parola di Dio ci racconta di un'atrocità simile accaduta diversi secoli fa. Un re spietato, pur avendo già diverse mogli, si incapricciò per una donna bellissima, ma non sua. Del tutto privo di scrupoli, mise in atto un vile stratagemma per averla, tradendo il marito di lei, che era uno dei suoi uomini di fiducia, un guerriero leale e fedele. Non solo: quando il re seppe che la donna era rimasta incinta, cercò con l'inganno di far giacere l'uomo con sua moglie.

Spiazzato, però, dall'estrema fedeltà del prode guerriero, che si rifiutava di prendersi una pausa per amore del proprio re, decise per la soluzione estrema: diede ordini ai suoi generali di metterlo in prima fila durante la battaglia, per farlo morire. Lì era praticamente impossibile sopravvivere, perché l'urto dell'esercito nemico faceva letteralmente a pezzi l'avanguardia. E quel re lo sapeva.

Il prode morì: quel re non pianse; non si pentì. Pensò solo a prendersi in casa quella donna. Non si ricordò neppure per un istante che c'è un Dio che vede al di sopra di ogni cosa, quel Dio che lui conosceva benissimo. Da vero ipocrita, continuò pure ad amministrare la giustizia, mentre tollerava il proprio peccato. E vogliamo parlare della donna? Non una lacrima di disperazione, non un tentativo di fuga…

Hai riconosciuto i protagonisti di questa storia? Ti è sembrato strano che ne abbiamo parlato così?

Beh, abbiamo espresso il sentire comune, cioè la percezione che chiunque avrebbe avuto dell'accaduto. Quando il profeta Nathan fece notare a Davide con quale crudeltà avesse agito, e che Dio lo avrebbe colpito duramente, finalmente il re aprì gli occhi e si pentì. Ma era troppo tardi: Dio fece morire il bambino nato da Bath Sceba. E chi era il responsabile di quest'altra atrocità? Davide e solo Davide, con il suo peccato ostinato!

Andiamo a fondo della questione. Perché non ci viene alcuna reazione di rabbia nei confronti di Davide, anche lui "mostro dalla faccia d'angelo"? Semplice: perché Dio ce ne ha parlato con amore e misericordia, facendo emergere solo il fattaccio, e non il giudizio. Davide è rimasto l'"uomo dal cuore di Dio", e il suo errore non lo ha compromesso per sempre ai Suoi occhi. Il Suo perdono lo ha restaurato. E, con immensa misericordia, Dio lo ha anche consolato, donandogli un altro bimbo. Sì: da quella coppia di adulteri e da un omicida Dio ha tratto fuori il re più incredibile di sempre: Salomone.

L'amore di Dio è veramente "scandaloso" e difficile da concepire per chi non lo ha conosciuto. È un intoppo per chi continua a ritenersi giusto o più giusto di altri, e non riesce a capire che Gesù è l'unico Giusto. Di fronte a questa scioccante verità, la nostra presunta giustizia non è altro che "un panno sporco" (Is 64:6).

Adesso starai pensando: ok, ma era Davide. Non si può paragonare a questo "mostro".

E se ti dicessimo che Davide era di gran lunga più responsabile? Aveva conosciuto personalmente Dio. Era stato da Lui unto re con segni e prodigi. Aveva ricevuto doni soprannaturali. Aveva partecipato della Sua gloria con vittorie strabilianti. Aveva piena conoscenza della maestà e santità di Dio. Ma tutto questo non gli impedì di peccare nel modo più squallido; in un momento di lassismo, il re venne adescato dalla propria concupiscenza: "Ciascuno, invece, è tentato quando è trascinato e adescato dalla propria concupiscenza. Poi, quando la concupiscenza ha concepito, partorisce il peccato e il peccato, quando è consumato, genera la morte" (Giacomo 1:14-15).

La radice del male è sempre il peccato; la conseguenza, è sempre la morte. Non è cambiato nulla, anche se sono "gli ultimi tempi" e si sta vedendo di tutto. Ma il punto è un altro: Davide conosceva Dio, e si è trasformato in un mostro. Cosa possiamo aspettarci, quindi, da chi non conosce Dio?

E qui veniamo al grande assente del dibattito: il nemico numero uno dell'umanità, Satana con le sue schiere.

2. I NOSTRI MOSTRI

Strano che molti di noi stiano iniziando a criminalizzare sempre di più l'essere umano e non riescano a vedere che "il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti" (Ef 6:12); strano che non riusciamo a capire chi è il vero colpevole del male, e che non ci rendiamo conto di avere delle responsabilità in merito. Sì, perché questa rabbia contro il carnefice non ci induce né a pregare per il ravvedimento dell'anima, né a combattere in preghiera contro le astuzie di Satana, le uniche cose a cui siamo stati davvero chiamati in questa storia.

Continuiamo a leggere da Giacomo: "Non lasciatevi ingannare, fratelli miei carissimi; ogni buona donazione e ogni dono perfetto vengono dall'alto e discendono dal Padre dei lumi, presso il quale non vi è mutamento né ombra di rivolgimento" (Giacomo 1:16-17).Quello stesso Dio che non è mai cambiato ci dice che ogni cosa buona che si trova nell'uomo viene da Dio, e non è merito nostro. Non ci illudiamo: non esistono buoni e cattivi, ma solo persone che hanno scelto di diventare figli di Dio e persone che rimangono nelle tenebre.

Ci domandiamo: che fine ha fatto il discernimento spirituale, quello che ci fa vedere come non tutti vedono, ma come Lui vede? Che tipo di amore abbiamo realizzato, se non andiamo oltre i sentimenti del mondo, e cioè pietà per le "vittime" e biasimo per i "carnefici"? È questo ciò che abbiamo sperimentato quando abbiamo ricevuto Cristo? Qual è la nostra missione? Chi andrà da quel "mostro" con la Parola di Dio e con il cuore a pezzi per la sua anima?

Carissimi, noi sappiamo bene che siamo tutti colpevoli della morte di Cristo; siamo la causa stessa di quel sacrificio atroce. E chi di noi, all'occorrenza, non avrebbe tradito, insultato, abbandonato o crocifisso il Giusto?

Siamo grati per aver scampato la morte eterna, ma ci fa quasi piacere che quest'uomo stia paventando l'idea di farla finita: è ciò che emerge dal dibattito social. Eppure non è questo ciò che Dio vuole. Dai un'occhiata a questa espressione di puro amore: «Provo forse piacere della morte dell'empio?», dice il Signore, l'Eterno, «e non piuttosto che egli si converta dalle sue vie e viva? (Ezechiele 18:23).

Chi siamo, noi, per sostituirci a Dio nel giudizio? Non ci hanno insegnato nulla i martiri che hanno deposto la vita per i loro aguzzini? E perché non ci decidiamo a fare ciò che dovremmo fare? Solo allora, quando il perdono avrà inondato questa generazione, potremo vederla davvero guarita.

3. IL MOSTRO SOCIALE

Il nostro mandato è chiaro: annunciare il Vangelo a chiunque, in ogni luogo, con ogni mezzo.

Ma la domanda è legittima: se siamo stati così bravi, in più di un secolo di evangelismo pentecostale, ad adempiere alla nostra chiamata, come mai la società è ridotta così? E qui vogliamo commentare altre abnormità che, però, ci sembra di capire siano passate inosservate a molti di noi.

a. Convivenze improvvisate, messe in piedi in seguito a frequentazioni "social", che ormai sono di prassi tra i giovani. I genitori non hanno più il coraggio di trattenere in casa i propri figli, né di tutelarli da chi non intende prendersi un impegno serio verso di loro. Si tende a definire "amore" il rapporto basato sull'attrazione fisica e sullo sfruttamento reciproco, e non si educano i giovani al vero amore, quello fatto di difficoltà da affrontare insieme. E il peggio è che la cosa non scandalizza più neanche noi, anzi: questo modello si sta, pericolosamente, affacciando anche al mondo cristiano.

Un elemento interessante che è emerso dai verbali dell'interrogatorio è che l'omicida intendeva, col suo folle gesto, "disfarsi" del problema. Fino a quel momento si era divertito a mantenere in piedi più situazioni amorose, ma il gioco aveva preso una brutta piega e lui non aveva intenzione di continuarlo.

Tutto questo ci parla di giovani immaturi, non pronti ad assumersi responsabilità di tipo familiare, ma a cui viene permesso di giocare con il corpo e con i sentimenti di un'altra persona senza alcun tipo di vincolo.

Dov'è la nostra influenza su questa mentalità?

b. Bambini definiti "feti" e non considerati persone. Incredibilmente, l'uomo non è stato accusato di duplice omicidio, ma di "omicidio e interruzione non richiesta di gravidanza". Questo succede quando una cultura quasi atea come la nostra non riconosce nel bambino che è nel ventre materno una persona con dei diritti a tutti gli effetti (il che è funzionale allo sgravio collettivo di coscienza in caso di aborto praticato); e chissà se questa mentalità non abbia inciso sulla leggerezza con cui l'assassino ha agito...

Quanto stiamo predicando sulla cultura della vita?

È di questi giorni la notizia che lo Utah ha deciso di vietare la Bibbia nelle scuole, perché definita "volgare e violenta". Noi non ci sorprendiamo che la Parola sia sotto attacco; ma ci chiediamo: dov'è la Parola predicata dai figli di Dio? Si stanno anch'essi scandalizzando della Parola?

Amici e fratelli, se siamo sdegnati per ciò che accade nel mondo e non riusciamo a interpretarlo attraverso la Parola, di certo non riusciremo neanche a predicarla. E allora c'è una sola cosa da fare: tornare alla Parola.

Abbiamo bisogno di guarire, per poter guarire questo mondo.

"Altri dimoravano nelle tenebre e nell'ombra di morte, prigionieri nell'afflizione e nelle catene, perché si erano ribellati alle parole di Dio e avevano disprezzato il consiglio dell'Altissimo; per cui egli abbattè il cuor loro con affanni; essi caddero, e non vi fu alcuno che li soccorse. Ma nella loro avversità gridarono all'Eterno, ed egli li salvò dalle loro angosce, li trasse fuori dalle tenebre e dall'ombra di morte e spezzò i loro legami" (Salmo 107:10-14).


MAESTRA SOSPESA: E' GIUSTO?

19/04/23

Qualche giorno fa è accaduto che una maestra sarda è stata sospesa per 20 giorni, con stipendio decurtato, per aver fatto recitare l'Ave Maria e distribuito dei mini-rosari in una classe di scuola elementare. Immediatamente si è acceso il dibattito fra i difensori della maestra, che ritengono che essa abbia agito nella più totale buona fede, esprimendo legittimamente le proprie convinzioni, e coloro che, invece, la accusano di aver voluto plagiare i bambini con pratiche religiose non condivise all'unanimità. Nel mondo cristiano, poi, ci si è ulteriormente divisi fra chi ha simpatizzato con la maestra per la comune appartenenza alla famiglia della fede, e chi, invece, ne ha contestato il modo di fare, poco attento alle diversità culturali e religiose.

Noi di Questioni Bibliche riteniamo che sia doveroso sollevare tre punti di riflessione:

1. Questione professionale. Il comportamento della maestra ha rispettato le norme relative alla PROFESSIONE? Dirigente e Provveditore, infatti, hanno sottolineato che il provvedimento disciplinare è scattato a seguito di molteplici segnalazioni, di fronte alle quali è stato necessario agire in autotutela (denunciare per evitare di essere denunciati). Nello specifico, la normativa scolastica impone che qualunque attività o metodologia non prevista dalla programmazione disciplinare debba essere AUTORIZZATA dai genitori: in questo caso, diversi genitori hanno affermato di non essere consapevoli di tali attività.

Eppure, è capitato che qualche docente, o addirittura qualche istituto, abbia dato vita, recentemente, a iniziative non autorizzate, anche relativamente alla propaganda gender di cui tanto si discute; in quel caso, però, la voce di protesta dei cristiani non ha tardato a farsi sentire. Se, quindi, rifiutiamo l'imposizione, dovremmo farlo SEMPRE, a prescindere dai contenuti proposti e dal credo di chi li propone.

2. Questione etica. Nel suo operato, la maestra ha rispettato le norme ETICHE che sono implicite nei rapporti di autorità? Ci sembra di dover rispondere in modo negativo. Un conto, infatti, è obbedire al mandato di evangelizzare, che è sacrosanto (1Co 9:16), e che, in un paese civile, può attuarsi nella forma della libera condivisione; altra cosa è imporre, sotto forma di attività didattica, pratiche particolari, a un'utenza costituita da minori, cioè persone che sono PRIVE di adeguati strumenti per dissociarsi, opporsi, esprimere consenso o dissenso, dar vita, insomma, a scelte autonome e consapevoli, frutto di pensiero critico.

Vogliamo credere che la maestra fosse assolutamente in buona fede, ma ci sentiamo anche in diritto di chiedere che i nostri figli non vengano esposti a qualsiasi arbitrio, solo perché il docente ritiene di essere nel giusto; il docente deve muoversi nei binari tracciati dalla propria etica professionale, come dicevamo.

3. Questione spirituale. Le pratiche diffuse dalla maestra possono essere accettate, in modo univoco, da TUTTA la cristianità? Anche in questo caso, ci sembra di dover evidenziare che non è così. Preghiere mnemoniche, rivolte ad altri che al Padre, oggetti e rituali di natura culturale o folkloristica, ma non biblica, sono elementi che NON si possono definire genericamente "cristiani" e che, anzi, moltissimi cristiani rifiutano; pertanto, non comprendiamo il motivo per cui ci si aspetti che dette pratiche siano da considerarsi rappresentative di tutta la famiglia della fede.

Ci chiediamo: se il docente avesse coinvolto i bambini in una preghiera ad Allah o in una seduta yoga, la cosa sarebbe stata ugualmente accolta di buon grado?

Infine, vogliamo ricordare che l'evangelizzazione è un compito serio, profondamente spirituale, che non può risolversi con l'inculcare pratiche esteriori, in quanto il Signore mira a conquistare il nostro CUORE. "Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l'anima tua e con tutta la mente tua. Questo è il grande e il primo comandamento"(Matteo 22:37-38).

Riteniamo che il cristiano debba essere LUCE (Mt 5:14) ovunque, anche sul posto di lavoro e nei rapporti con il prossimo, presentandosi "in ogni cosa come esempio di opere buone; mostrando nell'insegnamento INTEGRITA', dignità, linguaggio sano, irreprensibile, perché l'avversario resti confuso, non avendo nulla di male da dire contro di noi" (Ti 2:7-8).

E tu, cosa ne pensi? 


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