ESCATOLOGIA

Qui vengono affrontati temi legati alla profezia biblica, al ritorno di Cristo e agli eventi degli ultimi tempi.


Gli articoli propongono un'analisi sobria delle Scritture, evitando sensazionalismi e letture superficiali dell'attualità.


Un invito al discernimento, nella consapevolezza che la speranza del credente resta fondata in Cristo. 



RAPIMENTO DELLA CHIESA: SEGRETO O VISIBILE?

UNO O DUE RITORNI?

1. Segreto o visibile?

Osserviamo i seguenti versi tratti dalle Epistole dell'apostolo Paolo:

Ora vi diciamo questo per parola del Signore: noi viventi, che saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo coloro che si sono addormentati, perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo e con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre col Signore (1Tessalonicesi 4:13-17).

Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo mutati in un momento, in un batter d'occhio, al suono dell'ultima tromba; la tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo mutati (1Corinzi 15:51-52).

Fermiamoci un attimo. Ci sono due elementi che rivelano chiaramente un rapimento visibile:

a. il Signore darà un potente comando (voce di arcangelo e suono di tromba);

b. i morti in Cristo risusciteranno e i viventi saliranno al cielo con un corpo nuovo per incontrare il Signore.

Ci sembra davvero uno scenario che possa svolgersi in segreto? La voce del Signore, lo squillo di tromba, i morti che resuscitano e i vivi che ascendono al Cielo… Decisamente, no.

Tutto questo era stato già anticipato da Gesù stesso, che, in un discorso escatologico, aveva annunciato:

Matteo 24:21-31:

Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall'inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati. Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete. Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l'ho predetto. Se dunque vi diranno: Ecco, è nel deserto, non ci andate; o: È in casa, non ci credete. Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell'uomo. Dovunque sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi.

Subito dopo la tribolazione di quei giorni, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte. Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell'uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria. Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all'altro dei cieli.

È la conferma decisiva. Gesù, infatti, afferma che:

a. Lui verrà come la folgore che brilla da oriente a occidente, e non in un luogo circoscritto, come qualcuno millanterà (v. anche Luca 17:24);

b. Il Suo segno comparirà nel Cielo e Lui verrà sulle nubi con grande potenza e gloria (v. anche Marco 13:26), al punto che tutti i popoli si batteranno il petto;

c. Al suono della tromba, gli angeli raduneranno gli eletti da ogni angolo della Terra (v. anche Marco 13:27).

A questo punto, possiamo chiederci: da dove nasce l'idea del rapimento segreto?

I principali fautori sono i pretribolazionisti, cioè coloro che credono che il rapimento avverrà prima della tremenda tribolazione dei tempi finali, descritta da Daniele nell'omonimo libro e da Giovanni in Apocalisse. Secondo la visione pretribolazionista, l'ordine cronologico degli eventi finali sarebbe:

a. Rapimento "segreto", per preservare gli eletti dalla tribolazione

b. Tribolazione

c. Ritorno del Signore, per regnare sulla Terra con gli eletti per 1000 anni

Essi, cioè, identificano due diversi "ritorni" del Signore: il rapimento, occulto ai più (forse perché nella Bibbia non ne abbiamo riscontro? ...), e il ritorno per regnare con gli eletti sulla Terra, visibile a tutti.

Le prove a sostegno del rapimento "segreto" sarebbero soprattutto le metafore impiegate da Paolo per descrivere:

- la venuta improvvisa di Cristo ("come un ladro di notte", 1Tess 5:2);

- la trasformazione immediata dei corpi dei redenti ("in un batter d'occhio", 1Co 12:52).

Tuttavia, non ci sembrano elementi sufficienti per ricavarne una dottrina. Infatti, con un po' di buon senso, si comprende che le due immagini fanno riferimento, rispettivamente, alla imprevedibilità e rapidità degli eventi descritti: è proprio per questo che Gesù, alla fine del discorso escatologico, raccomanda ai discepoli di vegliare e di non abbassare la guardia. In Luca 17:26-30 (v. anche Matteo 24:37-39), infatti, Egli paragona l'inesorabilità del Suo ritorno ai giorni di Noè e di Lot: le persone continuarono imperterrite a peccare fino al momento della catastrofe, e pochissimi scamparono.

C'è da dire, poi, che un noto film cristiano del 2000, Left behind (in Italiano Prima dell'Apocalisse) ha contribuito, soprattutto in quegli anni, a rafforzare la convinzione del rapimento occulto, e ad alimentare paure insensate del tipo "cosa succederà ai nostri bambini quando noi saremo rapiti?".

Non c'è alcun elemento, nella Bibbia, che ci porti a credere che si verificherà una situazione del genere.

A questo punto, allora, chiediamoci:

2. Uno o due ritorni?

Stando a chi abbraccia la teoria dei "due ritorni" di Cristo in tempi diversi, alcune prove sarebbero:

- Zaccaria 14:4-9, che fa riferimento al Signore che metterà i piedi sul Monte degli Ulivi: dunque, un ritorno "terreno", diverso da quello descritto da Paolo e da Gesù "nell'aria";

- Apocalisse 20:1-10, dove si parla del Regno millenario di Cristo sulla Terra come un evento successivo alla tribolazione, avvalorando l'ipotesi della scansione primo ritorno con rapimento degli eletti- tribolazione dei non eletti- secondo ritorno con gli eletti che regnano nel millennio;

- Luca 17:34-35 (v. anche Mt 24:40-41), in cui Gesù dice: "Vi dico: in quella notte due si troveranno in un letto: l'uno verrà preso e l'altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l'una verrà presa e l'altra lasciata", lasciando intendere ai pretribolazionisti che qualcuno rimarrà sulla terra (persino infanti e disabili che non hanno creduto!) e dovrà affrontare il periodo della tribolazione, periodo che essi collocano dopo il rapimento e che, quindi, rimane "aperto" e necessita di un secondo ritorno "conclusivo".

Che dire? Neanche in questo caso ci sembra che ci siano elementi sufficienti per avvalorare un doppio ritorno di Cristo.

Infatti, quanto a Gesù che mette i piedi sul monte degli Ulivi con i redenti, nulla esclude che questo possa accadere in conseguenza alla Sua venuta sulle nuvole. Anzi, dal discorso escatologico che Gesù pronuncia in Matteo 24 e Luca 17, ci sembra di capire che la raccolta degli eletti da parte degli angeli, che prenderanno l'uno e lasceranno l'altro, avverrà alla fine della tribolazione e di tutti i misteriosi prodigi naturali; Gesù parla ai discepoli delle cose tremende che attraverseranno, senza mai rassicurarli che scamperanno in tempo. Del resto, non esiste un'epoca o un luogo che non abbia assistito allo spargimento del sangue dei martiri.

A questo proposito, si osservi che in Apocalisse 7:1-8 è specificato che i redenti saranno sigillati per essere sottratti alle piaghe e all'ira di Dio, ma non all'azione perversa dell'Anticristo. Si dia un'occhiata ai seguenti versi:

"Poi uno degli anziani mi rivolse la parola, dicendomi: «Chi sono queste persone vestite di bianco e da dove sono venute?». Io gli risposi: «Signor mio, tu lo sai». Ed egli mi disse: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione. Essi hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell'Agnello»" (Ap 7:13-14).

Sempre seguendo il filo della narrazione dell'Apocalisse, ci sembra lineare che la venuta di Cristo avvenga alla fine della tribolazione, prendendo con sé chi ha perseverato fino alla fine senza cedere alle lusinghe dell'Anticristo, e dando inizio al Millennio con tutti i Suoi redenti, sia i rapiti dai quattro angoli della Terra, che i risorti in Cristo della prima resurrezione- per quanto non possiamo dire con certezza in cosa consista il Millennio, oggettivamente, e quanto ci sia di simbolico in questo concetto.

Né gli apostoli, né Cristo stesso hanno mai fatto cenno a un "doppio ritorno", peraltro così "sibillino", e anche i profeti prima di Cristo hanno parlato di un unico "giorno del Signore" negli stessi termini di Matteo 24 (in particolare, Isaia 13:6, Ezechiele 30:3, Gioele 2:1; 3:14; Sofonia 1:7).Degno di nota è che Ezechiele definisca questo giorno un "giorno di nuvole", un elemento presente anche nella descrizione neotestamentaria del ritorno.

Crediamo, inoltre, che, se ci fosse un doppio ritorno, sarebbe un fatto troppo rilevante da poter essere lasciato alla libera interpretazione e all'equivoco. Siamo perplessi, invece, dal fatto che la teoria pretribolazionista possa produrre nei credenti l'effetto contrario a quello che Gesù intendeva sortire, raccomandando ai Suoi di vegliare: se, infatti, io credo che la tribolazione non mi riguarderà, inevitabilmente abbasserò la guardia e non mi preparerò per fortificarmi in vista della persecuzione di cui la Parola mi ha avvisato. Infine, vogliamo sottolineare che solo una minima parte di cristiani accoglie le teorie che abbiamo confutato, e solo da due secoli.

Atteniamoci a ciò che è biblico e stiamo saldi sulla Roccia. Dio ci benedica!


GOG E MAGOG: CI SIAMO? 

ANALISI DELLA PROFEZIA BIBLICA

Quando si parla di escatologia biblica, bisogna andarci con i piedi di piombo. L'unica certezza che abbiamo, infatti, è che più siamo vicini ai tempi finali, più iniziamo ad afferrare il senso delle profezie sugli ultimi tempi.

Prima di allora, brancoliamo nel buio: abbiamo pochi punti fermi e una miriade di interpretazioni.

Veniamo al sodo, e cioè al "tormentone" del momento: la guerra tra Russia e Ucraina può essere la battaglia di Gog e Magog descritta nella Bibbia?

Ho letto diversi articoli cristiani che, alla fine, concludono tutti così: non lo sappiamo e non abbiamo prove sufficienti. Noi di Questioni bibliche non ci discostiamo da questa linea, ma ci preme sottolineare che, dallo studio della Parola, emerge qualcosa di interessante.

Innanzitutto, i pochi passi biblici che ci parlano di Gog e Magog (Ezechiele 38, 39; Apocalisse 20:7-9) sembrano indicare due battaglie diverse, come suggerisce gotquestions.org. In particolare:

1. Prima battaglia.

Ezechiele si riferisce a una precisa coalizione di popoli, sia confinanti che settentrionali

(Ecco, io sono contro di te, o Gog, principe di Rosh, di Mescek e di Tubal (...) ti farò uscire con tutto il tuo esercito, cavalli e cavalieri (...) e con loro la Persia, l'Etiopia e Put (...) Gomer e tutte le sue schiere, la casa di Togarmah, le estreme parti del nord e tutte le sue schiere, molti popoli sono con te, 38:3-6). Questo spaventoso esercito circonderà Israele alla fine dei tempi, quando il Paese sarà in pace e i suoi abitanti vi avranno fatto ritorno (Negli ultimi anni verrai contro il paese sottratto alla spada, i cui abitanti sono stati raccolti da molti popoli, sui monti d'Israele, 38:8; Dirai: «Io salirò contro questo paese di villaggi aperti; piomberò su questa gente che vive tranquilla e abita al sicuro, che risiede tutta in luoghi senza mura e non ha né sbarre né porte», 11). Dio concederà una grande vittoria a Israele, al punto che ci vorranno ben sette mesi per seppellire i cadaveri (39:12); dopodiché, Israele sarà finalmente al sicuro e in pace (39:25-26).

Tutto questo potrebbe far pensare a qualcosa come una guerra mondiale.

C'è, però, un problema: Israele non è, attualmente, in pace. Lo sarà solo alla fine della grande Tribolazione, e durante il Regno millenario di Cristo, quando (cito da gotquestions.org) "Israele sarà riunito dalle nazioni (Matteo 24:31), convertito (Zaccaria 12:10-14) e restituito alla terra sotto il governo del Messia, Gesù Cristo. La Bibbia parla delle condizioni durante il millennio come un ambiente perfetto a livello fisico e spirituale. Sarà un periodo di pace (Michea 4:2-4; Isaia 32:17-18); di gioia (Isaia 61:7, 10); di consolazione (Isaia 40:1-2); senza povertà (Amos 9:13-15) o malattia (Gioele 2:28-29). Inoltre, la Bibbia ci dice che solo i credenti entreranno nel regno millenario. Per questo motivo, sarà un periodo di completa giustizia (Matteo 25:37; Salmi 24:3-4), di ubbidienza (Geremia 31:33), di santità (Isaia 35:8), di verità (Isaia 65:16) e di pienezza dello Spirito Santo (Gioele 2:28-29). Cristo governerà come re (Isaia 9:3-7; 11:1-10), con Davide come reggente (Geremia 33:15, 17, 21; Amos 9:11). Governeranno anche i nobili e i governatori (Isaia 32:1; Matteo 19:28). Gerusalemme sarà il centro "politico" del mondo (Zaccaria 8:3)". Uno scenario compatibile con il lieto fine di Ezechiele 39: «Manifesterò la mia gloria fra le nazioni e tutte le nazioni vedranno il mio giudizio che ho compiuto e la mia mano che ho posto su di loro. Così da quel giorno in poi la casa d'Israele riconoscerà che io sono l'Eterno, il suo DIO» (21-23); Non nasconderò più loro la mia faccia, perché spanderò il mio Spirito sulla casa d'Israele», dice il Signore, l'Eterno (29).

In effetti, le Scritture ci dicono che tra la fine della grande Tribolazione e l'inizio del Regno millenario ci sarà una battaglia: la famosa battaglia di Armagheddon, provocata da demoni che spingeranno i re della Terra allo scontro con Israele ("la battaglia del gran giorno del Dio onnipotente", Ap 16:1), la quale uscirà vittoriosa. Potrebbe trattarsi della stessa battaglia di Gog e Magog? Lasciamo il quesito aperto.

A questo punto, però, occorre fare una precisazione. Questa interpretazione, piuttosto diffusa, prevede che "Israele" si identifichi con l'attuale stato di Israele. Se, invece, come abbiamo già specificato altrove, "Israele" deve essere inteso, nel tempo della grazia, come la totalità dei figli di Abrahamo, dal punto di vista non solo etnico, ma anche spirituale, le cose cambiano: Gog e Magog diventano gli avversari del popolo di Dio, che mirano alla sua distruzione, ma rimangono sbaragliati, in preparazione del millennio.

2. Seconda battaglia.

Apocalisse 20 si riferisce a una coalizione molto più grande, proveniente da tutto il globo. Il periodo, stavolta, è indicato con precisione, ed è la fine del millennio. L'obiettivo non è più Israele, ma l'insieme dei santi. Anche stavolta Dio opererà una potente vittoria a favore dei Suoi. "E quando quei mille anni saranno compiuti, Satana sarà sciolto dalla sua prigione e uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro angoli della terra, Gog e Magog, per radunarle per la guerra; il loro numero sarà come la sabbia del mare. Esse si muoveranno su tutta la superficie della terra e circonderanno il campo dei santi e la diletta città. Ma dal cielo scenderà fuoco, mandato da Dio, e le divorerà (20:7-8).

Ricapitolando, dai pochi indizi che abbiamo le due battaglie descritte nella Bibbia sembrerebbero segnare l'inizio e la fine del regno millenario di Cristo; se così fosse, la vittoria che Dio concederà all'Israele nella carne sui nemici storici prefigura la vittoria dell'Israele spirituale contro Satana e le sue schiere. Ezechiele prefigura l'Apocalisse, l'Apocalisse adempie Ezechiele.

La nostra, sia chiaro, rimane un'ipotesi; il focus del problema, però, ci sembra un altro. Qualcuno sta, chiaramente, strumentalizzando la profezia di Gog e Magog per riaccendere sentimenti malsani di nazionalismo e partigianeria.

Chi dovrebbe essere Gog? Il nemico? Davvero qualcuno di noi avrebbe l'ardire di affermare che un popolo in particolare, o il capo di un popolo, possano essere nostri nemici? Stiamo dimenticando chi è il vero nemico delle nostre anime?

Ebbene, negli anni '70, in piena Guerra fredda, Reagan fece riferimento pubblico a Gog e Magog, identificandolo con l'URSS. Recentemente, durante un'intervista, l'ex presidente francese Jacques Chirac ha stupito l'opinione pubblica, dichiarando: «Bush mi chiese di invadere l'Iraq per contrastare Gog e Magog, gli emissari di satana dell'Apocalisse», nel 2003.

I potenti della terra conoscono le Scritture ma, ahimè, il nemico delle nostre anime non fa altro che manipolarle per confondere questo mondo. Sta a noi cristiani fare luce.

Allora cosa possiamo fare? Sicuramente non lasciarci convincere dal mainstream a parteggiare o simpatizzare per qualcuno in particolare, né illuderci di essere dalla parte dei "buoni" per diritto acquisito. "Non c'è alcun giusto, neppure uno", Rm 3:9.

La nostra forza è in Dio: lo stesso Dio che convinse re Ciro a emettere un editto per far rientrare i deportati in Israele e che fece ravvedere Nabucodonosor dal suo orgoglio, un Dio al quale non solo obbediscono i re, ma "persino il vento e il mare" (Mr 4:41). La preghiera, inutile dirlo, è l'unica vera arma che può fare la differenza.


IL MARCHIO DELLA BESTIA E L'IGNORANZA BIBLICA

1. Il mito del microchip

L'ignoranza, come si suol dire, è una brutta bestia. E, quando l'ignoranza riguarda le cose di Dio, la parola "bestia" cade a fagiolo nel calderone della banalizzazione dottrinale tipica di questi tempi.

Ebbene sì: i tempi per il ritorno di Gesù stringono; viceversa, si allarga la piaga della confusione in tema di avvenimenti degli ultimi tempi. Sempre meno credenti sono certi di chi farà cosa, come e quando. E, così, tutto ciò che viene percepito come moralmente inaccettabile diviene "il marchio della bestia" e il segno degli "ultimi tempi". E, da qui al "microchip", il passo è breve.

Diciamoci la verità: anche il mondo evangelico è infarcito di miti e riti -per non dire di dogmi. Non c'è nulla di cui meravigliarsi, se consideriamo che persino chi ha conosciuto il Cristo non riusciva a recedere dalla convinzione che il Messia dovesse identificarsi con un potente re, destinato a sterminare gli invasori romani. E il grande mito del nostro tempo è il fantomatico "microchip".

Mi spiego. Ma prima voglio fare una precisazione: noi di Questioni bibliche non pretendiamo di esaurire in questa sede la complessità dell'argomento e vi anticipiamo la nostra intenzione di attuare successivi approfondimenti. Con ciò che diremo, non vogliamo assolutamente urtare la sensibilità di chi ha una visione diversa dalla nostra.

2. In cosa consiste il marchio?

L'Apocalisse ci racconta che arriverà il tempo in cui l'anticristo cercherà di rendere la vita impossibile ai cristiani, cercando di imporre a chiunque un marchio di schiavitù. Lo deduciamo dallo studio della Parola, che, a breve, analizzeremo (si veda anche Rapimento della Chiesa: segreto o visibile? Uno o due ritorni? ).

Ma non deduciamo che questo marchio debba essere per forza un microchip. Come non deduciamo che il nemico avrà la meglio sulla Chiesa di Cristo ("e le porte dell'inferno non prevarranno su di essa", Mt 16:18).

Il libro dell'Apocalisse è un libro profetico, per cui presenta un linguaggio intriso di simboli spirituali. La sua lettura non è paragonabile a quella di un libro storico, come i libri delle Cronache, che raccontano fatti realmente accaduti.

I 144.000, per fare un esempio, sono da intendersi come un numero finito? Chiaramente no: si tratta di un simbolo di moltiplicazione (12 tribù d'Israele x 12, numero di completezza). Le famose "bestie", che spesso identifichiamo erroneamente con dei personaggi, hanno molteplici teste e corna che compiono delle azioni... Potrei continuare all'infinito, ma è chiaro che queste Scritture debbono essere interpretate, con l'aiuto dello Spirito Santo.

La prima domanda che dovremmo porci, dunque, è fino a che punto questo marchio possa essere considerato come un segno visibile. Potrebbe esserlo; oppure no. Ci sono indizi nella Parola che ci facciano propendere per l'una o l'altra tesi? No! Leggiamo il passo in questione.

"Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte. Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d'uomo; e il suo numero è seicentosessantasei" (Ap 13: 16-18).

Ricapitoliamo. Il marchio di cui si parla:

  • deve essere apposto sulla fronte o sulla mano destra
  • deve coincidere con il nome o il numero della bestia (che, però, ancora facciamo fatica a capire cosa sia)
  • deve corrispondere al numero 666, che sarà possibile calcolare.

Si tratta di caratteristiche reali o meramente simboliche? Procediamo per sillogismi.

a. Se si tratta di caratteristiche reali, chi sostiene la tesi del marchio-microchip ha gioco facile per quanto riguarda la fronte o la mano destra, che possono essere sedi per l'impianto. Ma il nome della bestia? È altrettanto desumibile? (ma soprattutto: cos'è la bestia?). E il numero, in base a quali calcoli reali è possibile ricavarlo?

b. Se si tratta di caratteristiche simboliche... allora perché il marchio stesso non potrebbe essere un simbolo?

c. Se alcune caratteristiche sono reali e altre simboliche, chi ci dice quali siano le une e quali le altre? Di certo non la Bibbia!

Prima di identificare il marchio con questo o con quello (e ne abbiamo sentite di tutti i colori), ragioniamo: non abbiamo alcuna certezza; solo ipotesi, per quanto affascinanti. Compresa l'ipotesi microchip.

Una considerazione accessoria. La teoria del microchip è nata una ventina di anni fa, quando non si riusciva neanche a immaginare fino a che punto saremmo arrivati con le nanotecnologie. Se temiamo che l'impianto del microchip possa essere l'unico mezzo di controllo economico e sociale a disposizione dell'anticristo, dovremmo informarci meglio su come funziona un cellulare di ultima generazione: rimarremmo sconvolti nel prendere atto che i nostri dati sono già in pasto a chiunque. Per non parlare di altri sistemi cibernetici raffinatissimi di cui siamo a malapena a conoscenza. Però non ci facciamo quasi caso. Perché? Perché partiamo dal presupposto "mitico" che solo un microchip possa mettere in pericolo la nostra sicurezza!

Ribadisco: non escludiamo a priori l'ipotesi del microchip. Ma non abbiamo abbastanza indizi per affermare con certezza che si tratti di esso.

3. E' possibile avere il marchio e non saperlo?

Proseguiamo col nostro ragionamento. Alla luce di alcuni fatti attuali, taluni affermano che qualche credente, involontariamente, possa aver già preso il marchio della bestia. Non è esattamente ciò che è scritto nella Parola. Per completezza d'informazione, leggiamo il cap. 14:

"Poi, un terzo angelo li seguì gridando a gran voce: «Chiunque adora la bestia e la sua statua e ne riceve il marchio sulla fronte o sulla mano, berrà il vino dell'ira di Dio che è versato puro nella coppa della sua ira e sarà torturato con fuoco e zolfo al cospetto degli angeli santi e dell'Agnello. Il fumo del loro tormento salirà per i secoli dei secoli, e non avranno riposo né giorno né notte quanti adorano la bestia e la sua statua e chiunque riceve il marchio del suo nome». Qui appare la costanza dei santi, che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù" (vv.9-12).

Il passo è chiaro: chi sarà marchiato sulla fronte o sulla mano, lo sarà dapprima nella propria anima, perché avrà accettato di adorare la bestia. Magari anche per paura, perché no? Ma di certo non "senza saperlo" o "senza volerlo". Come potrebbe il Signore condannare qualcuno che ha agito nella più totale incoscienza?

Abbiamo, anzi, letto che chi prenderà il marchio sarà un adoratore di Satana. E, infatti, costoro sono contrapposti ai santi, marchiati col sigillo di Dio sulla fronte («Non danneggiate la terra, né il mare, né gli alberi, finché non abbiamo segnato sulla fronte, con il sigillo, i servi del nostro Dio», Ap 7:3).

L'opera di Satana è sempre stata imitazione di ciò che fa lo Spirito Santo: anche stavolta, accadrà che chi avrà rifiutato il Vangelo fino alla fine, o sarà stato tiepido nelle vie di Dio, e non avrà sigillato il proprio cuore con lo Spirito Santo, finirà con l'adorare l'anticristo e col prendere il suo marchio. E non per costrizione esterna, ma per le estreme conseguenze della propria cecità o tiepidezza. Tutto questo è perfettamente in linea con quanto scritto in Ap 22:11: "Chi è ingiusto continui ad essere ingiusto, chi è immondo continui ad essere immondo, chi è giusto continui a praticare la giustizia, e chi è santo continui a santificarsi".

Comprendete quanto sia relativa la questione del marchio? L'Apocalisse ci spiega che qualcuno, purtroppo, lo prenderà. O, meglio: lo accetterà. Ma gli eletti di Dio, sigillati con lo Spirito Santo, no. Ecco perché non troviamo avvertimenti, nella Parola, riguardo al prendere il marchio- ragion per cui non dovremmo neppure interessarci di cosa sia.

Questo significa che non dobbiamo preoccuparci di nulla? Assolutamente no. Chi non si sarà piegato all'anticristo andrà incontro alla persecuzione, ragion per cui qualcuno sarà tentato di cedere. E allora, che fare? Il focus del problema dovrebbe spostarsi su tutt'altro fronte: non "come faremo a riconoscere il marchio?", bensì "come faremo a non cadere nella trappola di Satana?".

Anziché pensare al microchip, allora, preoccupiamoci di mantenerci nella santificazione quotidiana, "senza la quale nessuno vedrà il Signore" (Eb 12.14). E un buon punto di partenza può essere proprio un rinnovato studio della Parola, che ci libera dalla bestia più pericolosa per noi credenti: l'ignoranza della Parola. «Se rimanete fedeli alla mia Parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8:32).


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