ANGELI E POTESTA' 

NEL MONDO SPIRITUALE

Il mondo spirituale non è una favola e non è fatto di semplici "forze", bensì di agenti spirituali che si comportano in conformità o difformità rispetto alla volontà di Dio.

Tuttavia, la Bibbia ci invita a guardare al mondo angelico senza nutrire curiosità morbosa o, peggio, sentimenti idolatrici: mantenere una prospettiva sana, quindi, è fondamentale per l'intercessore.

1. Gli angeli: esseri spirituali, non umani

La prima cosa da chiarire è cosa gli angeli NON sono.

a. Non sono esseri umani

b. Non sono anime di persone defunte, né uomini glorificati

Gesù stesso afferma chiaramente che «nella risurrezione non si prende né si dà in matrimonio, ma si è come angeli nei cieli» (Matteo 22:30).

Questo implica che gli angeli non hanno natura umana, per cui non si riproducono, né si sposano. È importante chiarire che, per quanto gli angeli non siano umani, possono apparire in forma umana.

Nell'Antico Testamento, per esempio, questo succede quando visitano Abramo (Genesi 18), oppure quando entrano in Sodoma e parlano con Lot (Genesi 19): mangiano, parlano, interagiscono normalmente.

Nel Nuovo Testamento, Gabriele appare a Maria (Luca 1); gli angeli al sepolcro appaiono come uomini (Luca 24; Giovanni 20); due uomini in vesti bianche parlano ai discepoli (Atti 1).

La Scrittura dice: «Alcuni… senza saperlo hanno ospitato degli angeli» (Ebrei 13:2); possono, quindi, manifestarsi in modo non immediatamente riconoscibile.

2. Tipi di angeli nella Bibbia

La Bibbia mostra diversi tipi di esseri angelici:

  • Arcangeli → legati al combattimento spirituale, come Michele (Giuda 1:9)
  • Messaggeri → mandati agli uomini per annunciare i piani di Dio, come Gabriele (Luca 1)
  • Cherubini → associati alla custodia delle cose sante (Genesi 3; Ezechiele 10)
  • Serafini → associati all'adorazione continua (Isaia 6)

3. Lo scopo della creazione degli angeli

Gli angeli sono creature di Dio: «poiché in lui sono state create tutte le cose, quelle che sono nei cieli e quelle che sono sulla terra, le cose visibili e quelle invisibili: troni, signorie, principati e potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui» (Colossesi 1:16).

Essi sono «spiriti servitori mandati a servire…» (Ebrei 1:14), eseguendo gli ordini di Dio e partecipando al suo piano.

A differenza dell'uomo, però, gli angeli non hanno redenzione, in quanto la loro contemplazione continua e perfetta di Dio gli conferisce piena responsabilità: quando cadono, quindi, lo fanno nella più totale consapevolezza (2 Pietro 2:4).

«Egli non viene in aiuto agli angeli…» (Ebrei 2:16): la redenzione è per l'uomo, non per loro.

4. Le modalità di servizio all'uomo

Gli angeli servono Dio servendo il Suo popolo («a favore di quelli che devono ereditare la salvezza», Ebrei 1:14). La Bibbia mostra diverse modalità con cui operano:

a. Protezione

«Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti…» (Salmo 91:11); il credente non è immune alle difficoltà, ma la protezione celeste è garantita.

b. Liberazione

In Atti 12, Pietro è in prigione, ma un angelo interviene, apre le porte, scioglie le catene e lo guida fuori. In generale, Dio può usare gli angeli per aprire situazioni chiuse.

c. Guida e direzione

  • Un angelo guida Filippo verso l'eunuco (Atti 8:26)
  • Cornelio riceve istruzioni tramite un angelo (Atti 10)

Gli angeli possono essere strumenti per direzionare i servi di Dio nell'ambito dei Suoi propositi.

d. Sostegno nei momenti critici

  • Un angelo conforta Gesù nel Getsemani (Luca 22:43)
  • Paolo riceve incoraggiamento durante la tempesta (Atti 27:23-24)

In momenti estremi, Dio può mandare sostegno anche attraverso di loro.

e. Combattimento spirituale

In Daniele 10 vediamo angeli coinvolti in conflitti spirituali. Questo ci mostra che esiste una dimensione di battaglia invisibile, ma reale.

5. Sotto quale autorità?

Gli angeli non operano indipendentemente: non rispondono agli uomini e non sono strumenti da "attivare", ma operano sempre e solo sotto la volontà di Dio.

Sarebbe un grave errore farne oggetto di culto, adorandoli, pregandoli o trattandoli come dei "mediatori": «Guardati dal farlo… adora Dio!», disse un angelo a Giovanni che, istintivamente, stava per prostrarsi (Apocalisse 22:9).

Ogni attenzione deve rimanere su Dio.

In tal senso, gli angeli non saranno chiamati neppure a giudicare, ma, anzi, saranno giudicati dagli eletti: «Non sapete che giudicheremo gli angeli?» (1 Corinzi 6:3).

Questo svela una realtà sorprendente: l'uomo redento ha una posizione futura di autorità in Cristo.

6. Gli angeli caduti e le potestà avverse

Accanto agli angeli fedeli, la Scrittura rivela anche l'esistenza di esseri spirituali decaduti, che operano in opposizione alla volontà di Dio. Non si tratta di una realtà secondaria o simbolica, ma di una dimensione concreta del conflitto spirituale.

La loro origine è legata a una ribellione: alcuni angeli non hanno conservato la loro dignità e hanno abbandonato la loro posizione (Giuda 1:6). Pietro parla di angeli che hanno peccato e che Dio non ha risparmiato (2 Pietro 2:4), perché alla base vi è una scelta consapevole, irreversibile.

Tra questi emerge la figura di Satana, presentato come avversario e accusatore, insieme a una struttura di "principati e potestà" (Efesini 6:12), che indicano un'organizzazione del male nel mondo spirituale. Non sono onnipotenti, né indipendenti da Dio, ma agiscono entro limiti stabiliti: si veda il caso di Giobbe, dove Satana ottenne il permesso da Dio per arrecare danno -ovviamente, Dio lo concesse non per distruggere Giobbe, ma per esaltarne l'integrità davanti al mondo spirituale (Giobbe 1).

Il loro operato si manifesta in vari modi:

  • Inganno → distorcendo la verità e allontanando da Dio
  • Accusa → tentando di condannare e scoraggiare il credente
  • Oppressione → cercando di ostacolare, confondere o indebolire

Tuttavia, è fondamentale mantenere equilibrio: la Bibbia non invita mai a sviluppare una fissazione per il mondo demoniaco. L'attenzione non è sul nemico, ma sulla vittoria di Cristo.

Infatti, la posizione del credente non è di paura, ma di autorità in Cristo: «Egli ha spogliato i principati e le potestà, ne ha fatto un pubblico spettacolo» (Colossesi 2:15). La vittoria è già stata ottenuta alla croce.

Per questo, l'intercessione non consiste nel "dialogare" con queste realtà, né nel cercare un confronto diretto, ma nello stare saldi nella verità della Parola di Dio, resistendo con fermezza: «Resistete al diavolo ed egli fuggirà da voi» (Giacomo 4:7).

Nel prossimo articolo, vedremo concretamente come combattere spiritualmente per identificare e inattivare l'influenza malefica del nemico sulla vita delle persone.

Questo articolo fa parte della serie Guida biblica all'intercessione:

Questo articolo è disponibile anche in formato PDF per lo studio personale

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